I 10 prodotti Open Source più cool del 2008

Il titolo del post è orrendo, non mi piace, sembra uno di quei classici titoli da post scritti da un blogger di quindi anni alle prime armi ed in preda ad una tempesta ormonale.

Chiaro che non tutti i blogger di quindici anni sono così ma posso dire che le frasi scritte sopra descrivono in modo esauriente una buona fetta della categoria.

Qualcuno di voi potrebbe obbiettare facendomi notare che avrei potuto scegliere anche un titolo migliore ma risponderò prontamente dichiarando che il mio cervello è ancora in ferie anche se oggi sono al lavoro.

Fatte dunque le dovute premesse vado ad elencare in modo squallido ed impersonale quelle che per il sito Channel Web sono state le 10 applicazioni più popolari e di maggior successo nel corso dell’anno appena trascorso:

  1. OpenOffice.org 3: al primo posto assoluto la suite da ufficio in diretta concorrenza con Microsoft Office, il prodotto Open della Sun offre un’ottima suite in grado di soddisfare l’80% dei bisogni tipici di un normale utente con un occhio di riguardo agli standard che sono naturalmente aperti. Adatta anche alla pubblica amministrazione andrebbe sponsorizzata in modo più deciso ed ampio.
  2. IBM Lotus Symphony: altre suite di produttività, Symphony si configura come il terzo incomodo nell’eterna lotta tra Office ed OpenOffice, personalmente non sono un estimatore del prodotto ma sicuramente ha dei punti di forza….da provare.
  3. Firefox 3.0: il browser di Mozilla si posiziona ad un meritatissimo terzo posto, la nuova release 3.0 apporta notevole miglioramenti in molti campi critici che da sempre gettavano ombra sul software (leggi ram); sicurezza sempre in primo piano ed ottime estensioni sono il biglietto da visita del software…..chi non lo usa (o non usa browser alternativi ad Explorer) ama il rischio.
  4. Laconica: per chi già usa la piattaforma di microblogging identi.ca il nome dovrebbe essere famigliare, per tutti gli altri basterà sapere che è l’alternativa, tutta open, a twitter quindi qualsiasi utente può prelevare il codice sorgente ed usarlo o modificarlo a suo piacimento per creare il proprio network sociale di microblogging personale.
  5. Fedora 9: la distribuzione made in Red Hat guadagna la quinta posizione, non avendo saggiato le innovazioni portate dalla nuova release, non posso dare giudizi in merito sicuramente però è una tra le distro più scaricate ed usate…..un motivo ci sarà.
  6. Ubuntu 8.10: la nuova release non ha brillato per innovazione ma personalmente l’ho più recepita più come un rilascio di transizione tra il “vecchio” ed il nuovo Ubuntu che si appresta ad arrivare con la 9.10 visto che per la 9.04 sembra non ci siano i tempi tecnici per produrre grandi rivoluzioni.
  7. OpenSuse 11: il mio amico Angelo avrebbe da ridire sulla posizione occupata da Suse in questa classifica, giusta o sbagliata che sia OpenSuse però si configura come uno di quei prodotti resistenti ed inattaccabili dal “tempo informatico” che si sa scorrere molto più veloce del normale “tempo ordinario”……certo che però l’accordo con Microsoft lascia sempre una macchia indelebile.
  8. SUSE Linux Enterprise JeOS: debbo essere sincero questa mi era sfuggita, Suse ha creato una distro per sistemi barebones ed altri apparecchi dalle risorse limitate, mi devo informare di più.
  9. Ubuntu 8.04: una lts buona e stabile che ha introdotto per la prima volta WUBI ovvero la possibilità di installare Ubuntu direttamente da Windows, cosa che personalmente ritengo orrida, ma che sicuramente ha portato qualche intrepido a provare il prodotto e magari tentare il cambio radicale.
  10. Android: il tanto atteso sistema open per dispositivi mobili targato Google ha fatto sfoggio delle sue qualità sicuramente ancora molto acerbe, il margine di miglioramento è quasi illimitato, vediamo se il 2009 riuscirà ad alimentare i sogni di molti che sperano in un telefonino ricco, funzionale ed open.

Non penso manchino prodotti a largo consumo nella lista ma magari io avrei messo mano alle posizioni modificandole un pochettino, detto questo chiudiamo un 2008 ricco di soddisfazioni nel mondo Open ed iniziamo un 2009 che speriamo porti soddisfazioni al comparto.

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Ciao a tutti.

P.S.: le stabili trasmissioni riprenderanno il giorno 7 Gennaio 2009.

Gli auguri da Linuxedintorni.org

Anche questo anno siamo giunti in prossimità delle feste natalizie.

Colgo quindi l’occasione per ringraziare ancora una volta tutto coloro che seguono e leggono i miei post dando la spinta necessaria all’autore per proseguire questa avventura web 2.0.

I migliori auguri di un buon Natale ed un felice anno nuovo sempre in compagnia del vostro fido TUX.

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P.S.: a partire da oggi questo blog rallenterà la sua opera di pubblicazione per far spazio a qualche giorno di meritato riposo…..le trasmissioni riprenderanno al più presto.

Ciao a tutti ed ancora auguri.

Metteteci la faccia

Ogni azienda che si rispetti ha le sua campagne promozionali, alcune divertenti altre veramente tristi e mal sviluppate, è possibile spendere capitali ingenti per sponsorizzare i propri prodotti con campagne di livello globale che coinvolgono personaggi famosi oppure rimanere più modesti e mettere in atto una campagna mediatica tradizionale.

Le aziende che operano nel settore informatico hanno da sempre fatto pubblicità, soprattutto in campo software ed hardware si sono viste campagna pubblicitarie sorprendenti e dalle mille sfaccettature.

Come non ricordare la “lanciatrice di martello” della pubblicità Apple o gli orrendi video di un giovane Gates alle prese con il nuovo Windows di turno.

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Adobe sempre più attenta al mondo GNU/Linux

Tra lo scalpore generale Adrian Ludwig, un product manager di Adobe, aveva dichiarato qualche tempo fa che gli utilizzatori della nuova tecnologia AIR nell’ambito del software libero era molto ristretta quantificando tale percentuale nel 2%.

Solo una piccola quota dei clienti della nota software house utilizzava il prodotto per le proprie produzioni e questo aveva fin da subito lasciato presagire che il supporto ai sistemi GNU/Linux da parte dell’azienda non fosse cosa di primaria importanza.

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Poco male, ormai tutti gli utenti del pinguino hanno fatto il callo a situazioni tipiche di supporto ristretto o addirittura nulla come se un utente GNU/Linux sia un essere strano da evitare come la peste.

A sorpresa invece ecco che qualche giorno fa è stata rilasciata la versione 1.5, con relativo SDK della nuova tecnologia comprensiva di apposito codice per le nostre LinuxBox.

Per ora il supporto è limitato alle tre distribuzione di maggior interesse, Fedore, OpenSuse ed Ubuntu ma già da primi test sembra che non ci siano particolari ed insormontabili problemi per vedere il software installato in distro diverse.

Ricordo che AIR sia la nuova tecnologia targata Adobe per la creazione di rich Internet application implementabili sul desktop ed eseguibili sui sistemi operativi oramai di tutti i tipi.

Questo mondo è ormai chiaramente una delle evoluzioni più importanti che il web subirà nell’immediato futuro e GNU/Linux non poteva permettersi di rimanere indietro nel settore che probabilmente darà uno scossone importante a tutto il panorama telematico nei mesi a venire.

Molte sono già le applicazioni sviluppate e per rendervi conto della potenza di questi strumenti vi consiglio di scaricare il software direttamente dal sito Adobe e provare una delle innumerevoli applicazioni scaricabili dalle stesse pagine dell’azienda produttrice.

Link al comunicato ufficiale

Link al download

Ciao a tutti.

Quando le aziende aiutano l’OpenSources…….

In una parola OIN.

Sembra un contraddizione o una forzatura parlare di aziende e di OpenSources, le prime infatti tendono a lucrare proprio sui brevetti sulla loro proprietà intellettuale quindi mal si accostano a quel mondo stupendo, e delle volte magari un po troppo ideologico, che risponde al nome di codice aperto.

Certo non mancano i casi dove questo accostamento produce risultati notevoli rispettando la filosofia sulla quale si basa la comunità internazionale ma certamente possiamo considerare queste realtà come casi fortunati e se vogliamo isolati che certamente non sono rappresentativi dell’andamento generale dell’economia del settore.

In questo frangente OIN è una associazione di aziende che operano nel settore informatico, sia hardware che software, che hanno a cuore la sorte di ogni singola riga di codice aperto scritta.

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Strenna natalizia per gli utenti del pinguino

La tradizione tutta italica di presentarsi a casa altrui sotto le feste di Natale con pacchi farciti di panettoni, bottiglie di spumante, cioccolatini, lenticchie ed altre leccornie varie non accenna a scemare minimamente.

Sembra che anche la comunità degli sviluppatori del software libero abbia capito che a noi italiani piace ricevere queste “sorprese”, fa tanto tradizione, famiglia, calore e, lo si sa, siamo un popolo di tradizionalisti e mammoni (per lo meno alcuni ci definisce così).

In questo contesto festoso arriva un pacco che tanto “pacco” però non è:

OpenGL 3.0, nVidia ha il pieno controllo

Nvidia ha annunciato come le librerie grafiche libero OpenGL, ormai arrivate alla versione 3.0, siano state perfettamente integrate all’interno degli ultimi driver rilasciati sia per piattaforma Win che per quella Linux, OpenBSD, OpenSolaris.

Le funzionalità ovviamente riguardano solo le schede più recenti a partire dalla serie 8, oltre al supporto alle librerie grafiche OpenGL3.0 abbiamo anche il completo supporto del linguaggio di shading OpenGL (GLSL) ormai alla versione 1.3.

La stessa nVidia ha rilasciato un comunicato dove spiega che queste librerie sono state integrate per permettere ai grafici professionisti di usufruirne mentre non si fa menzione per quanto riguarda i videogiochi visto che ormai si ha un quasi completo monopolio delle directX.

Devo dire che è un vero peccato che queste ottime librerie grafiche non vengano più utilizzate per la produzione di software ludico visto che sono in grado di ottimi risultati e permettevano ad hardware meno recente di poter godere di moderno software ludico.

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Tux verso l’USB 3.0

Nella corsa al nuovo standard USB 3.0 sembra che Tux abbia innestato una marcia superiore a tutti gli altri.

Il merito questa volta è della Intel che con il suo Open Source Technology Center è già al lavoro per completare in tempi da record il nuovo driver da includere all’interno del kernel Linux.

In una prima fase si avrà lo sviluppo di un driver in grado di migliorare la velocità rispetto alle “vecchie USB 2.0″ di un fattore moltiplicativo di 3,5 per poi passare all’affinamento del driver che dovrebbe portare ad un miglioramento teorico notevole tale da riuscire ad avere un fattore moltiplicativo rispetto all’USB 2.0 di 10.

La retrocompatibilità con gli standard precedenti è assicurata.

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Ciao a tutti.

Plymouth o USplash?? Plymouth

La notizia è che al posto di USplash, lo storico gestore grafico di Ubuntu distro di casa Canonical, la direzione tecnica a deciso di adottare il nuovo gestore Plymouth già visto in anteprima all’interno dell’ultima release di Fedora.

L’implementazione però non avverrà al prossimo rilascio ma bensì al seguente quindi non sognate già una versione Ubuntu 9.04 con avvio più accattivante in termini di grafica.

La cosa che però più mi sorprende della vicenda è l’enorme eco che una cosa così “poco importante” ha avuto nella blogosfera ed in tutte le maggiori testate che si occupano di informatica o di software libero.

Quello che mi chiedo io è il beneficio che possiamo realmente avere dall’adozione di questa nuova grafica di boot:

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personalmente ritengo che gli sforzi non debbano essere soltanto proiettati ad un miglioramento della grafica del sistema, cosa che ultimamente richiama sempre più lavoro, ma magari ad una velocizzazione della fase di boot.

Per carità è importante avere un aspetto gradevole ed una usabilità eccellente del sistema specialmente per attirare nuovi utenti ma questo non deve intaccare assolutamente la reale qualità di un sistema operativo.

Meglio essere belli ma con qualche problema oppure non avere problemi ed essere mediocri??

Personalmente preferisco rifarmi al secondo modello visto che tutte le amenità grafiche del caso possono essere realmente impossibili da utilizzare, o addirittura fastidiose e stressanti, se al di sotto di esse non esiste un core potente e snello……se volete un esempio provate Aero di Vista.

In conclusione bene occuparsi di grafica, interfacce, compiz, Plymouth ed altro ma spero che l’attenzione dei nuovi arrivati e dei vecchi user che sono sul campo non sia tutta incentrata su queste argomentazioni ma bensì sul sistema stesso il quale ha reso quello che GNU/Linux è in questo momento.

Ciao a tutti.

Linux visto da InformationWeek -quarta ed ultima puntata-

Nella quarta ed ultima puntata di questa serie di post InformationWeek pone la sua attenzione su due aspetti importanti in GNU/Linux, il “Native file versioning” e l’audio.

Per quanto mi riguarda trovo la seconda questione di vitale importanza in un sistema, quando ero alle prime armi con il mondo GNU/Linux mi è capitato sovente di piallare l’hdd da una distribuzione proprio perchè non vi era modo di far funzionare l’audio.

Questo succedeva molto tempo fa quando i live-cd erano solo un miraggio lontano e l’interfaccia grafica considerata come un optional, di strada ne è stata fatta e l’audio è forse una di quelle cose che difficilmente non funziona sul pinguino, magari sono necessari degli aggiustamenti ma spesso l’hardware è correttamente riconosciuto.

Sentiamo il parere di InformationWeek:

Native File Versioning

Il Native file versioning è una di quelle caratteristiche che può essere aggiunta con facilità ad un kernel Linux ma la quale ancora non trova spazio nelle impostazioni di default del sistema.

Se ad esempio un file viene corrotto e semplicemente presenta dei problemi un sistema windows è in grado di recuperare la versione precedente dello stesso documento grazie a questo sistema che usa delle copie di tipo shadow.

Anche se tutto pronto nel mondo GNU/Linux questo metodo non è diventato standard e di fatto va attivato ad opera dell’utente visto che non impostato di default.

Vi sono diversi progetti che si occupano di implementare questa funzionalità e sono: Wayback, ext3cow, copyfs, Tux3 solo per citarne alcuni ma avere uno standard approvato per il kernel fornirà sicuramente strumenti più potenti una maggiore efficienza rispetto a soluzioni di tipo add-on.

Audio ed interfacce di programmazione delle applicazioni

Troppe implementazioni audio in Linux sono come una zuppa nella quale troppi cuochi hanno messo le mani, alla fine risulterà un mediocre brodaglia.

La possibilità di scegliere server audio e server grafico è una importante opportunità di personalizzazione del proprio sistema al fine di renderlo il più vicino possibile alle vostre esigenze ma allo stesso tempo può essere fonte di problemi di compatibilità.

E’ possibile citare i progetti più famosi ed usati a livello di API audio, troviamo ALSA, PulseAudio e Jack ognuno con le proprie caratteristiche più o meno evolute poi ci sono gli strumenti per sviluppatori e tra di loro Gstreamer, PortAudio ed altri.

Molto significativa è la frase di Don Marti il quale, alla conferenza Linux Plumber’s svoltasi in Settembre ha detto:

<< Se uno sviluppatore di chiedesse: “Voglio scrivere una applicazione audio, quali api devo usare??” io non avrei proprio una buona risposta >>

Anche se le API audio colpiscono più i programmatori che l’utenza finale quest’ultima avrà sempre prodotti non all’altezza in campo audio.

PulseAudio sembra essere il progetto più promettente in ambito general-purpose ma nel lungo periodo è auspicabile un kernel-up unico pr la parte audio che non costringa ogni sviluppatore ad una analisi approfondita della casistica che vuole affrontare per poi scegliere le sua API di lavoro.

Conclusioni personali

Ritengo che InformationWeek abbia in qualche modo centrato la questione, non si tratta di codice o di mancanze nei sistemi GNU/Linux ma solo di standard.

Regolamentare i sistemi è alla base di ogni successivo sviluppo di un progetto e certamente l’ambito informatico non fa eccezione, una maggiore uniformità porterebbe aziende pioniere ad i primi software proprietari per il pinguino che in questo modo potrebbe godere di una maggiore visibilità seguiti da maggiore diffusione.

Anche se la strada del proprietario non è quella sperata da molti certamente è una delle vie più veloci da seguire ed i grado di dare maggiori soddisfazioni, in questo contesto però è indispensabile avere un potere forte, magari quello delle comunità, che eviti l’imbarbarimento del codice libero e la sua migrazione verso soluzioni sempre più chiuse.

Purtroppo quando di mezzo ci sono interessi economici molto spesso le convinzioni personali che una volta reggevano la morale di un uomo possono venir meno e questo è uno scenario che non vogliamo e non dobbiamo vedere all’interno dei mondo OpenSources.

Ciao a tutti.

Fate un regalo alla vostra GNU/Linux box

Perchè solo ed esclusivamente gli utenti Microsoft possono andare in giro orgogliosi dei solo adesivi del sistema operativo di Redmond incollati sui loro case??

Trovare la famosa etichetta di Win Vista incollata sui vostri pc, soprattutto portatili, non è certamente un ben vedere per coloro che si rifanno alla filosofia open.

E’ certamente possibile rimuovere con estrema soddisfazione tale aborto grafico dal vostro laptop ma c’è anche da dire che sarebbe necessario porre ben in evidenza il vostro rifiuto verso i sistemi operativi chiusi e magari apporre una grafica che faccia intendere fin da subito la vostra scelta in modo da scatenare la curiosità altrui nei riguardi del vostro sistema operativo preferito.

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Anche questa è una forma di evangelizzazione ma spesso gli adesivi del pinguino sono di difficile reperimento o magari non disponibili per la vostra distro.

Per Natale quindi regalate al vostro pc una serie completa di adesivi da apporre dietro allo schermo del vostro strumento di lavoro aderendo per pochi euro all’offerta che il sito UnixStickers offre.

Si tratta di una serie completa di 49 adesivi a tema Open rappresentanti i loghi dei più famosi programmi o distro sul mercato open.

Il prezzo è estremamente concorrenziale e le spese di spedizione contenute, ancora più gradevole è il fatto che l’iniziativa sia tutta italiana e questo sicuramente ci rende orogliosi; vedere che, nonostante istituzioni non proprio pro OpenSources, gli utenti si muovono per far conoscere questo mondo nella italica società fa capire quanta buona volontà c’è nel settore.

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Ciao a tutti.

OpenCL 1.0…..me gusta

Dalle mie parti me gusta è una tipica espressione dialettale, forse proveniente dal latino, per dire mi piace ed è quello che penso di OpenCL 1.0 rilasciato in questi giorni.

Inizialmente nato come un progetto in seno ad Apple ora ha trovato posto all’interno di Khronos Group ovvero di un consorzio che si occupa di promuovere e sviluppare API prive di qualsiasi vincolo commerciale e quindi di royality.

Ma vediamo di cosa si tratta, OpenCL è una cross-platform aperta, gratuita per la programmazione parallela dei moderni processori che è possibile trovare all’interno di pc, palmari o altro hardware di ultima generazione.

Più in particolare possiamo dire che il progetto è composto da API e da un linguaggio apposito che si prefiggono lo scopo di rendere più agevole la programmazione per moderne CPU-Multicore, GPU ed architetture di tipo parallelo come ad esempio il sistema Cell che equipaggia le PS3.

Come se non bastasse si ha una perfetta interoperabilità di queste API con con OpenGL, OpenGL ES ed altri tipo di API grafiche.

Tra le grandi aziende hardware il progetto gode di buona fama tanto da avere nVidia, Intel ed AMD come supporter mentre la stessa Apple ha annunciato che il prossimo sistema operativo che verrà rilasciato avrà supporto a tale tecnologia.

Non è necessario essere degli esperti di OpenGL o DirectX per sfruttare la potenza delle moderne GPU questo tipo li progetto dovrebbe portare i benefici degli ultimi ritrovati hardware anche a persone che non hanno specifiche conoscenze in merito.

Da come è stato accolto sembra che il lavoro abbia un futuro promettente in molti ambiti compreso quello scientifico.

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Ciao a tutti.